Colpiti e affondati
Poletichette #198
Sigla
Nella cornice di uno stadio San Siro sold out il presidente Mattarella ha aperto ufficialmente i XXV Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina. Oltre due miliardi i telespettatori davanti agli schermi per godersi la sfilata degli atleti di 93 Paesi. In tribuna d’onore oltre 50 leader mondiali, tra cui proprio il presidente della Repubblica, il vice presidente americano JD Vance, e anche Giorgia Meloni.
Giusto il tempo di accendere i due bracieri olimpici, visto che la rassegna sportiva ha doppia sede, che la premier s’è messa al collo la medaglia d’oro di regina dei ghiacci.
Giovedì, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che introduce modifiche significative alla gestione dei flussi migratori. La novità che fa più scalpore riguarda la possibilità di disporre un blocco navale in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Tra queste minacce figura anche la “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”. Dunque i barconi, secondo la legge in elaborazione, potrebbero essere intercettati e respinti dalla Marina direttamene a largo.
Ma il decreto prevede anche: il divieto di utilizzo dei cellulari nei Centri per il rimpatrio (il che limiterà la possibilità di documentare la condizione di quei luoghi); l’ampliamento dei reati che comportano l’espulsione dello straniero; il restringimento della possibilità di ottenere asilo e permesso di soggiorno.
Come sovente capita alle leggi scritte da questo governo, soprattutto quelle che calcano la mano sui diritti, anche per queste nuove disposizioni c’è il forte rischio di incostituzionalità. Su Avvenire il professor Marco Benvenuti, ordinario di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma, dice che «va comunque garantito lo sbarco a naufraghi e richiedenti asilo. Altrimenti, l’Italia rischierebbe una condanna dalla Corte europea dei Diritti dell’uomo sulla falsariga di quanto avvenuto col caso Hirsi del 2012, dopo i respingimenti in mare del 2009».
Sicuramente la Cedu, Corte europea dei Diritti dell’uomo, potrebbe avere da ridire su quest’idea del blocco navale. Tuttavia nei fatti il Parlamento europeo segue la linea meloniana: con doppio voto favorevole l’Aula di Strasburgo ha dato il via libera finale alla prima lista europea di Paesi d’origine sicuri e alla revisione dei criteri di applicazione del concetto di Paese terzo sicuro.
In sostanza l’Europa annacqua la propria definizione di paese sicuro, per poter respingere più persone (che provenendo da un paese sicuro non hanno diritto a chiedere asilo in Europa).
Solo che l’elenco UE di Paesi d’origine sicuri comprenderà inizialmente Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. Lo dicevamo in una scorsa newsletter che proprio una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che un “paese di origine sicuro” deve essere tale per tutti gli abitanti e su tutto il suo territorio.
Ci deve essere il rispetto delle minoranze, banalmente, e questo manca nei paesi in lista, quelli sopracitati. Pronunciandosi a favore il Parlamento europeo tradisce in parte se stesso e dà fiducia al “modello Albania”, con l’appalto della questione migratoria a paesi extra-UE. Comodo per tutti, tranne che per i diretti interessati.
Opposizioni miti
Sul tema non si espongono troppo i principali partiti di opposizione, che abbozzano in vista del referendum, per il quale pare al momento favorita la vittoria del sì (si vota il 22 e 23 marzo). Vietato perdere voti in questa situazione, così PD e M5S non si espongono con grande forza sul versante dell’immigrazione, e ancor meno fanno sul tema della sicurezza.
Sabato scorso oltre 10mila persone sono scese in strada a Milano per protestare contro l’organizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina. Al corteo, promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, hanno partecipato anche gruppi antagonisti in arrivo da tutto il nord Italia. Puntuali sono avvenuti alcuni scontri tra un gruppo distaccatosi dal corteo principale e le forze dell’ordine.
L’occasione è stata prontamente capitalizzata dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni che ha dichiarato: chi protesta contro l’evento è un “nemico dell’Italia”. Il governo, forte della narrazione in favore di una maggior repressione, generata prima con i fatti di Torino e poi queste ultime protesta anti-olimpiadi, spinge sull’acceleratore per il decreto sicurezza. Ne avevamo parlato qui 👇
Le opposizioni assecondano la smania repressiva della destra, addirittura chiedono di impiegare più forze dell’ordine, al punto che la stessa Meloni ha dovuto ricordare come in rapporto alla popolazione l’Italia ha più personale di polizia di Francia, Spagna e Germania.
È chiaro che non c’è più un vero spazio di riflessione: se dico che dovremmo ragionare sui motivi della manifestazione di Torino (sgombero del centro sociale Askatasuna e di altre realtà simili in altre città) sto automaticamente dicendo che approvo il fatto che un manifestante possa prendere a martellate un poliziotto. Se non sei completamente “coi buoni” allora sei anche tu cattivo.
Le opposizioni dunque rinunciano a questo spazio di ragionamento, e anzi rilanciano: il problema non è una legge repressiva che limita la libertà di manifestare, ma il fatto che non ci siano abbastanza agenti da impiegare per farla rispettare🤦🏻♂️.
Letture Eco edition
Altre Notizie
Il Tribunale di Bari ha inflitto una condanna a dodici attivisti baresi di CasaPound per riorganizzazione del disciolto partito fascista e per manifestazione fascista, in violazione della Legge Scelba del 1952 che vieta la ricostituzione del partito fascista e ogni sua apologia pubblica. Per tutti è scattata anche la sospensione dei diritti politici per cinque anni.
La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia al decreto legge sull’invio di armi a sostegno dell’Ucraina. Il voto è arrivato lo stesso giorno in cui il Parlamento europeo ha dato il via libera al prestito da 90 miliardi a Kiev annunciato nei giorni scorsi. Futuro nazionale, il nuovo partito dell’ex generale Roberto Vannacci, ha votato sì alla fiducia, ma no al decreto. Con la fiducia sul decreto Ucraina Vannacci ha legittimato l’entrata nella coalizione di maggioranza del suo partito.
La ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata per bancarotta per il fallimento di Bioera, la spa del gruppo del biofood di cui è stata presidente fino al 2021. La ministra risulta già indagata per bancarotta per il crac di Ki Group, controllata proprio da Bioera.
Foodinho srl, società italiana del gruppo Glovo, è stata sottoposta a controllo giudiziario con un decreto d’urgenza della procura di Milano. Il provvedimento riguarda una presunta situazione di sfruttamento prolungata ai danni di 40mila rider, ai quali sarebbero state corrisposte retribuzioni di 2,50 euro a consegna. Secondo il rapporto della Nidil della Cgil il 40% dei rider si è infortunato almeno una volta e il 35,5% ha subito il furto del mezzo.
Social
Curling che passione, ma anche meno. In settimana il PD ha pubblicato sui propri canali social un video che utilizzava le immagini di Amos Mosaner e Stefania Constantini durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il video utilizzava il curling come metafora per promuovere il “NO” al referendum sulla giustizia.
Mosaner però ha espresso pubblicamente la sua contrarietà, dichiarando di non aver mai autorizzato l’uso della propria immagine per fini di propaganda politica. Anche il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha manifestato forte disappunto per l’iniziativa. In seguito al polverone il PD ha rimosso il video da tutte le piattaforme social il giorno seguente, ammettendo che gl’è scappato di mano il meme.
Sigla
Ti piace Poletichette? Puoi supportare la newsletter facendola conoscere: convidila, inoltrala, consigliala!










