La Corte contro
Poletichette #175
Sigla
Ciao a tutti, spero che la presente vi trovi freschi, magari non del tutto sciolti, quantomeno vivi.
Leggere questa newsletter, così come scriverla, non è certo paragonabile a zappare la terra sotto il sole (almeno spero), ma se così fosse anche questa attività rientrerebbe nell’applicazione del nuovo protocollo per "l'adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche", firmato dal ministero del Lavoro e Sindacati.
Formazione, sorveglianza sanitaria, equipaggiamenti contro il caldo e riorganizzazione flessibile di turni e orari di lavoro, sono le parti salienti del provvedimento. Questo comprende l'accesso automatico alla cassa integrazione per sospensioni dovute al clima, senza conteggiare queste ore nel limite massimo di durata della cassa stessa. In più le aziende riceveranno una tutale rispetto alle responsabilità per ritardi nelle consegne causati dalle condizioni meteorologiche.
Una buona notizia, dovuta a una situazione di evidente rischio per la salute. Così evidente che anche Glovo, l’azienda di food delivery (ovvero quella che ti porta a casa il cibo) ha sospeso il bonus di qualche centesimo che dava ai rider operativi nelle ore più calde del giorno. In sostanza viene meno l’incentivo a lavorare in quelle ore, bene così. Ancora meglio se nessuno ordinasse nelle ore più calde, sforzo di coscienza che sembra ormai troppo arduo per la nostra società. Va dritta al sodo la regione Piemonte, che è la prima a vietare il lavoro dei rider tra le 12:30 e le 16 nelle giornate a rischio elevato per l’esposizione al sole.
Politica e giustizia
E a proposito di cose per nulla fresche, rieccoci a una nuova puntata del serie Politica contro Giustizia. La Corte di Cassazione ha espresso riserve sul decreto Sicurezza, generando una dura reazione da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Al centro delle critiche c’è l’utilizzo del Decreto Legge come sistema di approvazione rapido della legge stessa. Qui avevamo già parlato di questa sorta di escamotage:
La Cassazione contesta l’assenza di una reale urgenza, tale da utilizzare uno strumento che ha sì velocizzato la prassi, ma ha seccato il dibattito parlamentare peggio di come sta facendo il sole coi gerani sul mio balcone.
La contestazione riguarda anche il merito della legge stessa, ritenuta di impostazione eccessivamente repressiva. Non è una grande sorpresa, si era già detto che in questo decreto c’erano vari possibili elementi di incostituzionalità. Ricordiamo che la legge introduce 14 nuovi reati e 9 aggravanti. Tra questi c’è, per citarne uno, il reato di blocco stradale o ferroviario che se avviene per mezzo di una manifestazione può portare a una pena di 6 anni. Anche senza i 5 anni di giurisprudenza si può azzardare che sì, c’è della legge in questa repressione.
Cpr illegali
Sempre in questi giorni la Corte Costituzionale se l’è proprio andate a cercare quando è intervenuta anche sulla gestione dei migranti nei Cpr, Centri per il rimpatrio, ritenendo non adeguata la norma attuale perché viola il principio del rispetto delle libertà individuali.
Altra critica riguarda la nozione di “Paese d’origine sicuro”. Ricordo che il migrante è respingibile solo se viene, appunto, da quella lista di paesi che l’Italia reputa sicuri, che era stata ampliata più volte nell’ultimo anno in modo, per così dire, “leggero”. A tal proposito la Corte di giustizia europea ha precisato che un paese membro dell’UE, quale l’Italia, può ampliare la lista degli stati sicuri, ma solo se la persona interessata può contestare tale valutazione. E a tal proposito è bene ricordare che il paese sicuro, per essere tale, deve esserlo in tutto il suo territorio, e avere riguardo di tutte le minoranze.
Infine, la Corte ha avanzato osservazioni – non vincolanti – anche sul protocollo firmato da Italia e Albania per l’apertura di due centri per migranti a Shengjin e Gjader. Anche in questo caso ci sono elementi di incostituzionalità e incongruenze con il diritto europeo.
La maggioranza, come detto, non ci sta e urla al complotto delle toghe rosse. Che la politica critichi o esalti il pronunciarsi della Corte Costituzionale a seconda di come fa comodo, fa parte del gioco delle parti. Tuttavia è un gioco deleterio poiché il senso ultimo di queste osservazioni è avvertire che queste nuove leggi, così come scritte, sono contestabili, al primo ricorso vinto crolla tutto il castello. E ciò, inevitabilmente, smaschera la carica propagandistica con cui vengono scritte, votate, approvate queste leggi.
Letture
La globalizzazione ai tempi del Barocco.
Tutta la polemichetta sulla Scuola Holden.
Viaggio a Fermo, dentro il centro di eccellenza della sanità pubblica che cura i disturbi alimentari.
Altre Notizie
Prosegue la spinta di Forza Italia sullo Ius scholae (cittadinanza per i minori stranieri che completano un ciclo scolastico in Italia). Le opposizioni ovviamente sono d’accordo, ora si deve decidere se mettere in calendario la discussione del testo di legge. Ma è solo una barzelletta estiva, visto che il resto della maggioranza non vuole sentirne parlare.
Il disegno di legge sul fine vita è stato approvato dalle commissioni Giustizia e Sanità. Ma la cosa assurda, per ora, è che non potrà essere il Servizio sanitario nazionale a erogare una prestazione di suicidio assistito (quindi sarebbe un servizio erogato da privati💸).
Social
Durante il confronto parlamentare sulla separazione delle carriere in magistratura, il senatore Michele Fina (Partito Democratico) ha portato all’attenzione dell’aula una lettera scritta da Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma oggi detenuto a Rebibbia. Nella missiva, Alemanno denuncia le condizioni estreme nelle carceri italiane, parlando di celle soffocanti, ambienti insalubri e caldo insostenibile.
“La politica dorme con l’aria condizionata”, ha scritto l’ex primo cittadino, evidenziando il distacco tra istituzioni e realtà penitenziaria. La lettera rappresenta un’accusa diretta all’indifferenza della classe dirigente verso la situazione dei detenuti. Classe dirigente di cui ha ampiamente fatto parte.
Ma il tema è sempre attuale. In settimana anche il presidente Sergio Mattarella ha pronunciato un discorso molto bello sulla crisi umanitaria che si protrae da anni nelle carceri. L’occasione è stata il ricevimento al Quirinale di una delegazione della Polizia penitenziaria e del suo nuovo capo di dipartimento.
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